editoriale

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Una questione di mentalità

Una parte signifi cativa di questo numero della Rivista è dedicato all’Ambiente. L’intervento di Massimo Ferlini nell’Incontro del 13 marzo 2010 sul tema “Le sfi de ambientali”, ha messo in evidenza che l’ecologia è sempre collegata alla centralità della persona, al lavoro come dimensione umana e alle relazioni sociali. L’uomo che lavora, l’uomo che vive in città, gli ambienti di lavoro inseriti in un territorio, fanno parte di un’unica vicenda. Lo scritto di Ferlini, come quello di Pietro Vernizzi sull’inquinamento nelle metropolitane ilanesi, sono esempi di un affronto delle tematiche ambientali non in modo superfi ciale e ideologico ma a partire dall’osservazione della realtà e in considerazione di ragionamenti che tengono conto degli effettivi elementi in gioco. Ormai non è più tempo di giocare alle mode “ambientaliste”, anche se questo può richiedere diversi anni di contro-testimonianza dove prevalga il positivo. Chi sono gli effettivi Padroni del Pianeta? elativamente ai meccanismi della cultura ambientalista e delle politiche delle Amministrazioni ai vari livelli, un autorevole contributo viene fornito da Riccardo Cascioli che in questo numero presenta il suo ultimo volume. Dallo Statuto dei lavoratori allo Statuto dei lavori? Emmanuele Massagli raccoglie in modo sintetico il lavoro di raccolta e ricerca del Centro studi Adapt di Modena. Il lavoro va liberato da tutti gli inutili vincoli e in questa direzione si muove il Piano triennale del lavoro proposto dal Ministro del lavoro. Il lavoro è un fattore centrale ed essenziale per la vita di ogni persona e fattore di sviluppo per l’intera società. Dentro la crisi, oltre la crisi. “Un impiego per ciascuno. Ciascuno al suo lavoro”. Prosegue la collaborazione con ASLE-RLST, Associazione della sicurezza in edilizia, grazie alla sensibilità del suo gruppo dirigente ben rappresentato dal presidente Mario Jelapi e con il neonato Osservatorio Sicurezza sul Lavoro costituito da pochi mesi presso il Tribunale di Milano. Una rete di persone e di associazioni e realtà che operano a vario titolo e nei diversi ambiti di azione che giustamente hanno attribuito a Quaderni Flash l’etichetta di periodico “generalista”, pur includendo anche aspetti tecnici e specifici. La varietà di argomenti presenti anche in questo numero della Rivista confermano questa caratteristica di universalità. Gli articoli e le notizie contenuti in questo numero della rivista sono l’invito a proseguire lo studio, la documentazione e gli approfondimenti. In quest’estate ho completato la lettura di “Balzac e la piccola sarta cinese”, un romanzo scritto nel 2000 da Dai Sijie. Due ragazzi, Luo e il narratore, vengono mandati in un campo di rieducazione delle montagne cinesi di Phenix in piena rivoluzione culturale cinese. Ci si trova negli anni ‘70 del secolo scorso. Occorre che i due vengano formati secondo la concezione e l’organizzazione del partito in antitesi alle proposte culturali anticomuniste di stampo borghese-occidentale. La scoperta di alcuni volumi scritti da autori occidentali - messi rigorosamente al bando - tra cui Balzac, porta i due ragazzi a comunicare le letture intriganti ed entusiastiche alla carina e dolce fi glia del sarto del villaggio vicino. Ma l’amore della piccola sarta con Luo si troncherà in modo imprevisto e drastico. La ragazza attratta dalla atmosfera e dalla moda occidentale lascerà alle sue spalle la scialba e comune divisa per vestire blue jeans e scarpe da tennis lasciando il padre e il fi danzato senza dir nulla e in rottura con la vita del villaggio. Via dal comunismo ma anche via da una radicata cultura contadina e popolare. Che cosa è risultato determinante nel suo cambiamento? Una nuova e diversa mentalità. Ma non era l’opposto di quella che le avevano proposto sin da bambina? E’ la forza della mentalità. La cultura è qualcosa di molto concreto che determina la concezione della vita personale e quindi anche sociale. E’ una posizione e una concezione culturale che muove personalmente fino ad un impegno nei diversi ambiti. Si tratta di capire dove si vuole andare e da dove si parte. La piccola sarta prese la sua decisione. Ognuno deve prendere la sua.

Renzo Lavizzari
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Associazione Culturale per il Lavoro e la Prevenzione